Forum delle Associazioni Familiari - Piemonte
Dettaglio Articolo
 
Dibattito in consiglio regionale sulla legge 194/78
Friday, February 08, 2008

LEGGE 194: RITIRATO L’ORDINE DEL GIORNO DEL PD. “ABBIAMO FATTO PREVALERE IL SENSO DI RESPONSABILITA’ CONTRO I TENTATIVI DI STRUMENTALIZZAZIONE.
ORA SI DIA PIENA APPLICAZIONE ALLA LEGGE”.
Dichiarazione di Paolo CATTANEO (PD)


Abbiamo ritirato il nostro ordine del giorno (primo firmatario il consigliere regionale Paolo CATTANEO) per senso di responsabilità nei confronti della istituzione che rappresentiamo. Per due volte consecutive il centrodestra e alcuni gruppi della maggioranza, non partecipando al voto sul nostro documento, hanno fatto mancare il numero legale. E’ un metodo non condivisibile. Si può dissentire e votare contro, non partecipare al voto è un’altra cosa.
In particolare il centrodestra, impedendo l’approvazione del nostro ordine del giorno che indicava azioni e strumenti concreti per la piena applicazione della 194, potenziando e migliorando l’attività dei consultori, rimuovendo gli ostacoli che possono spingere la donna a interrompere la gravidanza, ha confermato quanto fosse interessato più alla strumentalizzazione che al merito dei problemi e all’equilibrio nell’affrontarli.
Non è un caso che, nei dieci anni di Giunta Ghigo, gli indirizzi contenuti negli ordini del giorno presentati dal centrodestra stesso non sono mai stati perseguiti e attuati.
L’auspicio è che alcune linee guida emerse dal dibattito siano concretizzate dalla Giunta regionale.
In particolare il nostro testo parlava di piena applicazione della legge 194. Perché molto è stato fatto. Nel nostro Paese non solo è stata praticamente cancellato l’aborto clandestino e la conseguente altissima mortalità materna, ma sono anche significativamente diminuiti gli aborti; come dimostrano i dati del Ministero della Salute. Resta peraltro indispensabile, attraverso l’aiuto e il sostegno (morale ed economico) alle donne, continuare a contrastare questa dolorosa piaga.

Il testo dell’Odg chiedeva:

-        di realizzare quanto contenuto nel Piano socio sanitario 2007-2010, approvato poco tempo fa, cioè la promozione di strumenti per la rimozione degli ostacoli che possono spingere le donne a richiedere l’IVG, potenziando la capacità dei consultori di fornire assistenza e informazione su tutte le opportunità disponibili per le

donne e per la famiglia. La Regione Piemonte in questi due anni ha inteso rafforzare l’attività di sostegno alla maternità prevedendo, già a partire dal bilancio 2006, un incremento di fondi espressamente destinati ai consultori;
-        di definire tempestivamente protocolli operativi per sviluppare l’attività dei consultori, aumentandone il numero, qualificandone ulteriormente l’operato, anche ai fini di realizzare programmi di prevenzione con particolare attenzione alla popolazione più giovane ed alle donne straniere, nonché garantendo personale quantitativamente adeguato e disponibile ad aiutare la donna nella scelta assunta;


-        di diffondere ulteriormente servizi sociali di accoglienza, di tutela e sostegno della maternità (per esempio le case protette), servizi per la prima infanzia, nonché di attivare efficaci interventi per favorire l’occupazione femminile, in quanto molto spesso il ricorso all’aborto è dettato da ragioni di tipo economico;
-        di promuovere una rilevazione, condotta su basi scientifiche e nel pieno rispetto della privacy, delle motivazioni che spingono a richiedere l’IVG, al fine di attivare politiche più incisive per rimuovere, per quanto possibile, le cause alla base di tale richiesta.
-        - potenziare l’attività di formazione degli operatori sanitari, sociali ed educativi sui temi dell’educazione alla sessualità consapevole, del valore della paternità e della maternità responsabili, anche attraverso il confronto di opinioni ed esperienze diverse;
-        prevedere nei consultori e in ogni presidio ospedaliero in cui si pratichi l’IVG una equipe interdisciplinare (medico-psicologico-sociale) composta da figure professionali fortemente motivate ed opportunamente formate. Tale equipe, prevalentemente dedicata a tale scopo, dovrà, se richiesto, svolgere almeno un colloquio con la donna che richiede l’IVG;
-        di informare la donna per non lasciarla sola, predisponendo e mettendo a disposizione di tutte le donne che si rivolgono alle strutture per richiedere l’IVG sia un elenco, periodicamente aggiornato e costruito insieme al mondo dei servizi ed associativo di varia estrazione, di tutte le diverse opportunità sociali, educative e sanitarie di cui poter fruire e su cui poter contare, sia un elenco, periodicamente aggiornato e costruito insieme al mondo associativo di varia estrazione, dei diversi enti ed associazioni che, presso le proprie sedi ed a vario titolo, sono disponibili ad incontrare ed a sostenere, con serietà e professionalità, la donna.

Forum Associazioni Familiari - Piemonte